L’ultima giornata a gironi di Champions: vediamo squadra per squadra quali sono i giovani che si sono messi in mostra.
Milan: bella occasione sprecata da Allegri per dimostrare che anche il Milan crede nel proprio settore giovanile, nessun giovane tra i primi 11 nonostante il secondo posto nel girone già al sicuro, soltanto una manciata di minuti (14) per Alexander Merkel, kazako di crescita (e nazionalità) tedesca classe 1992. Per il giovane centrocampista offensivo che gioca con la rappresentativa tedesca Under 19 è l’esordio in Champions League mentre ancora Leonardo e Allegri non lo hanno mai ritenuto degno di esordire in Serie A: mah? In panchina ma non utilizzato Strasser , energico mediano nato in Sierra Leone nel 1990.
Ajax: Ci ha pensato Toby Alderwield difensore centrale belga classe 1989 a mettere a sicuro il risultato segnando un gran gol da fuori area. Il difensore, già 6 presenze con la sua nazionale, ha già segnato 2 reti con quella di San Siro in questa edizione di Champions League.
Splendida notizia per gli amanti dei giocatori giovani vedere affidare le chiavi del centrocampo dei lancieri nel tempio sacro del Meazza a un classe 1992: tale Christian Eriksen che ha già all’attivo 6 presenze nella nazionale maggiore danese e la partecipazione al mondiale di Sudafrica 2010. Il ragazzo, a mio parere mediaticamente sottovalutatissimo, si è conquistato un posto da titolare ( 11 presenze e 1 gol in Eredivisie e 4 gettoni in Champions) nell’Ajax a suon di prestazioni convincenti sia in cabina di regia che qualche metro più avanti, a supporto delle punte. Davanti a Eriksen, da centravanti nascosto, ha giocato titolare Siem De Jong, olandese di origini elvetiche nato nel 1989, cresciuto nella “cantera” biancorossa e già con una presenza all’attivo nella nazionale orange vice-campione del mondo. Quest’anno per lui, 3 reti in Eredivisie e una nei preliminari di Champions. In panchina , ma non utilizzato, l’ex baby fenomeno Vurnon Anita (1989), vero e proprio jolly che ama giocare esterno, che ultimamente sembra aver ritrovato il passo giusto per tornare in copertina (quest’anno ha già siglato 4 reti in 14 presenze in campionato) oltre che aver ritrovato la nazionale in occasione dell’amichevole pareggiata con l’Ucraina.
Arsenal: Per la squadra di Wenger la partita contava, eccome, e così Wenger si è affidato ai soliti noti che comunque rimangono tutti giocatori giovanissimi. Analizziamo chi in campo o tra i 18 è perlomento classe 1989, se non più giovane. Ecco che sulla fascia mancina, a partire in linea con i difensori, c’è l’inglese Kieran Gibbs (1989), quest’anno sostituto naturale di Clichy. Gibbs, che ha già debuttato con la nazionale di Capello, quest’anno è stato utilizzato 8 volte considerando le 3 competizioni ufficiali finora disputate dai Gunners. Tre/quarti del centrocampo (Denilson, Song e Nasri) sfiora la citazione nel nostro articolo, non finendoci dato che si tratta di 3 giocatori nati rispettivamente nel 1988, 1987 e 1987. Dalla panchina è salito Theo Walcott (1989), ormai arcinoto a tutti gli appassionati di football e salito ieri al 7° gol della sua breve carriera in Champions League. Sono invece rimasti a guardare altri 3 giovanissimi quali il portiere di riserva Sczesny, polacco classe 1990, quest’anno titolare in Coppa di Lega oltre che nella nazionale polacca Under 20, il centrocampista Jack Wilshere, classe 1992 e già nel giro della nazionale inglese (1 presenza) e il centravanti Carlos Vela (1989) ormai un veterano del palcoscenico internazionale con le sue 9 reti in 33 presenze con la prestigiosa casacca verde della nazionale messicana.
Partizan: Se ne torna in Serbia con 0 punti in questa edizione disastrosa di Champions il Partizan che fu di Jovetic e Ljajic. Sono comunque tanti i gioiellini messi in mostra in questa kermesse dalla squadra di Belgrado: ieri in campo da terzino destro c’era, ad esempio, Stefan Savic ( 1991, di solito utilizzato da difensore centrale) , nazionale montenegrino acquistato quest’anno dal BSK Borca. In difesa hanno giocato anche i 2 classe 1988 ( e quindi già “vecchi” per questa rubrica) Jovanovic e Lazevski. E’ nato invece nel 1989 il gigante (193 cm) serbo Radosav Petrovic, mediano con 11 presenze all’attivo nella Serbia e già 7 reti (in sole 13 presenze) nella Superliga serba. Valore di mercato attorno ai 4 milioni di euro, ha mercato soprattutto in Italia dove potrebbe fare anche meglio dello sloveno Bacinovic, giocatore del Palermo a cui assomiglia molto come caratteristiche e posizione in campo. Dalla panchina è subentrato il giovanissimo Darko Brasanac (1992), mediano di professione, nel giro della Serbia Under 19, all’esordio assoluto in Champions dopo aver giocato 2 volte in Superliga. Non convocati Scepovic, attaccante classe 1991 con un fugace passaggio (con tanto di esordio da titolare) nella Samp 2009/2010 e il baby fenomeno Nastasic (1993) che ormai sembra già certo di arrivare a Firenze a giugno per ringiovanire la difesa viola.
Bayern Monaco: In porta Kraft (’88), difensore centrale Breno (1989) che quest’anno è ritornato alla casa base dopo il prestito al Norimberga vissuto nella scorsa stagione. Con 5 milioni di euro ci si porta a casa un difensore centrale roccioso che ha come limite (grave) i cali di concentrazione, difetto comune nella giovane età e quindi correggibile. Sulla corsia mancina, spazio a Diego Contento (1990), italo tedesco che al momento viene convocato dalla nazionale tedesca Under 21 e che quest’anno ha trovato una certa continuità di utlizzo (6 gettoni in Bundes, 3 in Champions). Ieri un assist per lui in occasione della rete di Ribery. C’è da leccarsi i baffi, invece, quando si parla di un altro 1990 che però vanta già 13 presenze con la nazionale tedesca, terza agli ultimi mondiali: stiamo parlando di Toni Kroos, vero e proprio gioiello del calcio tedesco che può giocare regista ma anche trequartista così come ha fatto, con profitto, la scorsa stagione passata in prestito al Bayer Leverkusen ( 9 reti in 33 presenze). Un altro campione affermato è Thomas Muller (1989), mattatore assoluto agli ultimi mondiali sufafricani con la nazionale tedesca. L’attaccante bavarese quest’anno è partito con il freno a mano tirato e ad oggi ha all’attivo 6 reti stagionali (2 in Champions). In panchina, ma non utilizzato, c’era quel David Alaba (1992) che in Champions aveva debuttato già l’anno scorso nella discussa partita di Firenze. Austriaco “colored” ,Alaba è un esterno di centrocampo, sinistro naturale, che a livello internazionale ha bruciato i tempi avendo già 5 presenze all’attivo nella nazionale A austriaca.
Basilea: Anche i “cugini” svizzeri per cui fa il tifo re Roger Federer dimostrano maggiore sensibilità ai giovani rispetto a Milan e Roma. Infatti ieri, come sempre, il titolare della fascia destra difensiva era Samuel Inkoom (1989) , giocatore di livello come dimostrano le sue 18 presenze in una nazionale di qualità come quella ghanese. Inkoom vanta una rete in Champions, quella segnata alla Roma di Ranieri nel clamoroso 1-3 dell’Olimpico. Il secondo giovane titolare del Basilea ha giocato esattamente davanti a Inkoom, da ala destra pura nel 4-4-2 elvetico: il suo nome è Xherdan Shaqiri e nonostante il mome complesso è un giocatore di prospetto assicurato. Classe 1991, kosovaro che ha scelto la multi-etnica nazionale svizzera (già 9 presenze e 1 rete), Shaqiri ha la grande qualità di saper calciare bene con entrambi i piedi, duttilità che lo rende utilizzabile in entrambe le corsie: quest’anno per lui già 4 reti all’attivo distribuite in tutte le competizioni (anche lui ha segnato alla Roma, ma al ritorno). Ci vogliono almeno 6 milioni per portarlo in Serie A, io non ci penserei due volte. Anche Vladimir Stocker (1989) ha già segnato con la nazionale elvetica ( 3 reti in 7 gettoni) ed è un ala pura di altissimo valore tecnico. Stocker, dotato anche di un fisico nervoso e reattivo, segna con discreta regolarità in tutte le competizioni in cui gioca e sinora sono 8 i gol in stagione. Giovani a cascata anche in panchina: sono entrati nella ripresa Fwayo Tembo (1989), esterno destro nazionale dello Zambia, che si è ben integrato in Svizzera e nel calcio europeo a cui è approdato in estate e Granit Xhaka (1992) altro kosovaro/elvetico di buone speranze e nazionale giovanile svizzero. Per il giovane trequartista del Basilea questa era già la decima presenza ufficiale (1 rete) con la prima squadra. Non utilizzato Pascal Schurpf (1989) in forza alla Under 21 svizzera.